Jobmeeting: le mie considerazioni
Ieri sono stato al Jobmeeting di Roma. Le impressioni sono state tutt'altro che positive, non riguardo la manifestazione in se, ma per quello che ho visto e sentito. Sono entrato ricco di aspettative e uscito abbastanza disilluso sul mio futuro.
Ho ancora circa un anno di studi davanti per cui sono andato con lo spirito di chi vuole farsi una idea del mondo del lavoro e magari trovare l'occasione di uno stage/corso da poter svolgere durante gli studi in modo da uscire dall'università con un minimo di esperienza alle spalle.
L'unica presentazione che ho seguito è stata quella di Accenture, dalla quale è emerso che loro effettivamente cercano un sacco di laureati (in particolare ingegneri), ma che le condizioni di lavoro sono tutt'altro che piacevoli: orari di lavoro non definiti (c'è da finire un progetto? Si fanno le 10 e se serve si viene pure sabato e domenica...), continui controlli sugli obiettivi ragiunti (devo raggiungere l'obiettivo, devo raggiungere l'obiettivo... -> STRESS!!!) e soprattutto sedi di lavoro in continuo cambiamento e tra l'altro in paesi lontani dal mio immaginario di vivibilità (Grecia, Turchia, Romania, Slovacchia, Polonia...). Riguardo l'ultimo punto sono andato a chiedere spiegazioni allo stand dopo la presentazione: mi è stato detto che fondamentalmente per contratto uno non può opporsi ad uno spostamento del genere e che tutto sommato "stare dalle 9 alle 10 alla sede di via del Tintoretto o a Varsavia cambia poco, tanto poi il week end si rientra in Italia e il tempo libero è sempre quello..." (faccio quindi notare loro che si lavora per vivere, non si vive per lavorare).
Lasciato con i capelli dritti lo stand di Accenture, ho fatto un giro per il resto della fiera. In particolare mi sono fermato alla Ericsson (dove mi è stato proposto uno stage di 6 mesi a 500€ al mese al termine del quale se loro erano soddisfatti mi sarebbe stato proposto un contratto di un anno in uno di quei paesi di cui si parlava prima); alla Vodafone e alla Telecom dove dopo una bella fila mi sono sentito dire che il curriculum si manda online (e che ci stavano a fare se si può fare tutto da casa?); alla Oracle che invece mi ha proposto un corso gratuito di un mese a ottobre, ma con soli 30 posti disponibili per cui dovrei passare una selezione (unica proposta che sto prendendo seriamente in considerazione).
Morale della favola: il lavoro non sembra mancare, ma evidentemente c'è una offerta di neolaureati troppo grande e le aziende possono permettersi di offrire condizioni sufficientemente assurde.
La domanda che da ieri mi assilla è: ma ne è valsa davvero la pena studiare per 5 anni ingegneria con la prospettiva di dover andare a lavorare chissà dove con un compenso che per un neolaureato è paragonabile a quello di un commesso?
0 Comments:
Posta un commento
<< Home